Ex Melle: artisti di strada in scena a Mele

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Tra i primi Comuni che hanno sottoscritto , nell’ormai lontano 2004, l’associazione al Consorzio di S. Limbania vi è stato proprio quello di Mele di cui oggi ci troviamo a raccontare. E, al proposito, la prima cosa che dobbiamo ricordare a chi ci legge, è l’evento di domenica 6 maggio per il quale varrebbe proprio la pena di trascorrere una giornata intera in quel territorio situato nell’immediato entroterra di Voltri. Per quei pochi foresti che ancora non lo conoscono, possiamo dire che si tratta di un posto davvero interessante per le sorprese che, non soltanto in quel giorno può offrire. Tuttavia, il 6 maggio è un giorno da non perdere perché, in quella data, Mele avrà il privilegio di ospitare Ex Melle, l’ormai tradizionale festival degli artisti di strada che, dopo il mezzogiorno, attraverseranno le strade del Comune facendoci assistere a spettacoli animati da giocolieri vari, personaggi che passeggiano sui trampoli e quant’altri possono far spettacoli tali da lasciar a boccaperta grandi e piccini. Per l’occasione chi interverrà a questa singolare manifestazione avrà anche l’occasione di ascoltare un’assoluta novità: i poeti di strada! Ma non bastando neppure questo, pagando con il mellino, ossia la moneta adottata per l’occasione, si potranno gustare i famosi focaccini locali oltre ad altre specialità preparate per l’occasione e distribuite lungo la strada che percorre il paese. Inoltre per coloro che, per raggiungere la manifestazione, intendessero non servirsi dell’auto, è disponibile un comodo ed opportuno servizio navetta.
Per chi, invece, fosse più mattiniero e animato dalla volontà di trascorrere, in attesa dell’inizio della manifestazione, una domenica mattina diversa dal solito non ha che da scegliere: può fare una puntata alla vicina località dell’Acquasanta e visitare il secentesco Santuario carico di storia e di arte che recentemente, è stato restituito, grazie ad un restauro, ad una più appropriata dignità. Il luogo di culto mariano e di devozione per i pescatori, è noto per le tradizionali processioni che, tra luglio e agosto, vedono le varie parrocchie del ponente sfilare con i pesanti Cristi dai “canti” adorni di preziose decorazioni che tintinnano ad ogni studiato gesto del confratello portatore. Poco più in basso, dal piazzale del santuario vi è la cosiddetta scala santa che conduce alla cappella votiva eretta in occasione di una apparizione della Vergine e, proprio sotto la cappella, sgorga una polla di acqua sulfurea che rende universalmente nota la località per le poco distanti terme che, utilizzando la stessa vena idrica, la rendono disponibile all’interno delle loro attrezzature per scopi terapeutici e di cura estetica. Poco oltre le terme è possibile, previo una telefonata al 3351623161 visitare anche il Museo della Carta. Li, guidati da mastri cartai, è possibile vedere dal vivo il processo di fabbricazione della carta così come avveniva un tempo. Famosa era infatti la carta prodotta da queste parti con i macchinari mossi dall’acqua del rio sottostante, si trattava, infatti, di una eccellenza conosciuta per le sue qualità di resistenza ai parassiti dovuta ad una rigorosa selezione della materia prima; qualità che garantiva la durata nel tempo di atti ufficiali importanti tanto da farne l’unica ad essere preferita dalla Corte inglese e da altri Stati europei.
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Ma non è finita qui perché una volta arrivati nel centro di Mele, vale la pena recarsi in visita all’Oratorio di S. Antonio Abate anch’esso oggetto di un recentissimo restauro che lo ha restituito all’originaria bellezza, insospettata per il visitatore che viene da fuori e non immagina di trovare tanta grazia di arte in un centro abitato dalle dimensioni abitative relativamente ridotte.
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Qui è possibile ammirare il trionfo del barocco e del barocchetto genovese espresso nelle decorazioni e negli stucchi ora tornati a nuova vita. Altrettanto singolari ed inportanti sono le due casse processionali, la prima risalente alla fine del XVII sec. e la seconda, opera settecentesca di Anton Maria Maragliano fu acquistata dai confratelli nel 1874 da un oratorio del centro città. Si possono inoltre ammirare i Cristi processionali di cui poc’anzi si faceva cenno a proposito del Santuario dell’Acquasanta. Ma le sorprese non finiscono qui e, per chi alza gli occhi, è possibile stupirsi guardando la magnifica cantoria, opera di Rocco Cantone, alle spalle della quale si trova un organo straordinario, probabilmente unico nel suo genere. Lo strumento fu acquistato a Bergamo nel 1893 dal famoso costruttore Locatelli e, attualmente, anch’esso è stato riportato, grazie ad un efficace restauro, a tutte le sue originarie funzioni e chi ha avuto la fortuna di poterlo ascoltare si è certamente innamorato della varietà e della grazia dei suoni emessi. Si potrebbe ancora continuare parlando della stupenda e suggestiva pala d’altare realizzata da Andrea Ansaldo così come si potrebbe parlare a lungo di altrettanti artisti che si sono cimentati nella decorazione di questo oratorio oggetto della devozione e motivo di orgoglio per tutti i melesi che, soprattutto in passato, molto spesso hanno espresso il loro sentimento imponendo ai nuovi nati appunto il nome di Antonio.
Ma, per fortuna o per dispetto, anche di fronte a queste meraviglie, il tempo stringe, e gli artisti di strada si stanno già preparando per la loro esibizione ed è quindi meglio, data l’ora, pensare a soddisfare una più prosaica, ma altrettanto piacevole esigenza: quella dello stomaco. E qui a Mele, certamente, potrete trovare quanto vi aggrada. Noi di S.Limbania possiamo dirvi che tutti i locali ristoratori sono in grado di soddisfare le varie curiosità gastronomiche: In particolare vi segnaliamo due di loro che, tra i primi, si sono associati al nostro Consorzio e quindi offrono ulteriore certezza di successo per il palato. Per chi si fosse attardato all’Acquasanta e non riuscisse a raggiungere Mele in tempo niente paura. Sotto i portici del Santuario c’è l’Osteria del Dria, ora gestita da Checco e dal fratello. Lì potrete gustare, tra i vari piatti proposti che vanno dai Mandilli de sea, ai ravioli conditi con il sugo di brasato, una meravigliosa e affascinante focaccia al formaggio, magistralmente preparata e che nulla ha a che invidiare a quella di Recco. Per chi invece fosse già a Mele, vale la spesa riprendere l’auto e proseguire per un paio di chilometri fino al bivio per la stazione di Mele dove potrete trovare l’altra storica osteria: quella di Bacciccin du Caru. lì sarete accolti dalla cortesia e dalla competenza dei gestori Gianni e Rosella. E sempre lì oltre a riscoprire piatti storici della gastronomia genovese potrete assaporare vini davvero straordinari per genuinità, varietà e storia.
Detto questo, qualora vi solleticassero altre curiosità, non dovrete far altro che ritornare, siamo certi ne sarete contenti.

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