In questi ultimi anni c’è sempre più la consapevolezza di vivere un periodo storico di grandi mutamenti geopolitici. Sono passaggi tutt’altro che indolori poiché dietro queste parole si celano grandi sofferenze e tanto sangue versato da vittime innocenti. Per questo motivo il Centro Studi Storici del Ponente Genovese, il cui compito è proprio quello di svolgere attività di ricerca e divulgazione del sapere storico, intende prendere posizione su quanto succede intorno a noi e far sì che tanta sofferenza non passi sotto silenzio.
In poco tempo si sta sgretolando il sistema di regole, consuetudini e organizzazioni di diritto internazionale che, pur con molti limiti, ha garantito un equilibrio nei rapporti fra stati ed il perseguimento di chi si era macchiato di crimini orribili di valenza internazionale, come nei Balcani ed in Ruanda per citare i più recenti. L’invasione russa dell’Ucraina ed i massacri compiuti quotidianamente da Israele a Gaza sono eventi deflagranti che vengono perpetuati impunemente e che rischiano di fare da detonatori per tutte quelle tensioni latenti ai quattro angoli del globo.
Se in Ucraina almeno una parte della comunità internazionale si è mobilitata, anche qui con molti limiti, per supportarla, l’intero popolo palestinese si trova in balia dell’esercito israeliano senza che le iniziative internazionali abbiano sortito effetto alcuno.
Da parte nostra non si intende, nella maniera più assoluta, ignorare il terribile massacro e le barbarie compiute da Hamas il 7 ottobre 2023, né la sua stessa essenza terroristica. Tuttavia quello che sta succedendo oggi, in particolare nella Striscia di Gaza, è andato ben oltre il perseguimento di chi si era macchiato di quegli orribili crimini né è compatibile con la volontà di salvare gli ostaggi ancora nelle mani dei terroristi.
Le vittime palestinesi delle bombe israeliane, della carestia e dell’assenza di qualsiasi servizio essenziale dovute ai blocchi israeliani, nonché la sistematica aggressione agli operatori delle organizzazioni non governative e ai giornalisti di qualsiasi nazionalità, sfociate in decine di vittime, sono conseguenza dell’evidente disegno di allontanare i palestinesi dalle loro terre a qualsiasi costo.
L’attuale governo israeliano sta calpestando tutte le risoluzioni ONU che affermano che le colonie israeliane nei territori palestinesi occupati, inclusa Gerusalemme Est, sono illegali e violano il diritto internazionale. Le Nazioni Unite, inclusa la Corte Internazionale di Giustizia, hanno più volte chiesto ad Israele di porre fine immediata a tutte le attività di colonizzazione e di rimuovere i coloni dai territori occupati, poiché costituiscono un grave ostacolo alla pace e a una soluzione a due Stati.
Tutto questo deve finire. Più si andrà avanti senza ripensamenti, più tempo occorrerà ad israeliani e palestinesi per trovare un equilibrio e vivere in pace ed armonia fra di loro. Il Medio Oriente deve tornare ad essere un luogo di incontro, e non di scontro, di civiltà.
Per tutto questo il Centro Studi del Ponente Genovese è al fianco di chiunque si spenda per la pace e per il sostegno alla libertà dei popoli, per la certezza del diritto, al fianco del popolo palestinese e, non dimentichiamolo, di tutti quei cittadini israeliani che non si riconoscono nel loro governo estremista.
Fabio Quartino a nome di tutto il Consiglio del Centro Studi Storici e del Consorzio di S. Limbania
